Dr. Giancarlo Sarnelli

Medico Chirurgo Radiologo

Tipologia degli Esami e Trattamenti Praticati in Regime di Libera Professione

- Radiologia ed Ecografia Convenzionale -

Ecografia Addominale
Le indicazioni all’esecuzione di un esame ecografico dell’addome sono numerosissime e non elencabili in questa sede. Tra le più note e frequenti la calcolosi urinaria e le ostruzioni delle vie urinarie da questa provocate; La calcolosi biliare e l’eventuale patologia associata; La valutazione del fegato, per l’inquadramento di svariate patologie, da quelle banali (steatosi), a quelle evolutive (Cirrosi; Tumori). Ma quasi tutti gli organi addominali si giovano della valutazione ecografica: Pancreas, Milza, Reni, Vescica e gli organi della pelvi. Negli ultimi anni si valutano anche le anse dell’intestino per la diagnosi di malattie importanti quali il M. di Chron e la Retto-colite Ulcerosa.
Esame Ecografico della prostata e della vescica.
Può essere condotto con accesso Addominale, Trans-Rettale o, in casi particolari, Trans-Perineale. Una valutazione di questo tipo è generalmente richiesta dallo specialista urologo come ausilio all’inquadramento di un paziente con patologia benigna della prostata e disturbi minzionali, oppure in casi di patologia maligna di prostata, sospetta o accertata. E’ infine utile nel seguire gli esiti di un trattamento chirurgico di adenomectomia prostatica (per patologia benigna) o di una prostatovesciculectomia (per patologia maligna) e le sue eventuali complicazioni. ESAME ECOGRAFICO DELLO SCROTO, eseguito per tutte le patologia del testicolo e dei suoi annessi. Utile soprattutto nelle malattie infiammatorie (Epididimiti e più rare Orchiti), versamenti scrotali (Idrocele), varici delle vene dello scroto (Varicocele) ed infine nelle malattie tumorali.
Ecografie dei Tessuti Molli Superficiali.
In quest’ambito sono compresi i lipomi, i linfonodi ed altre lesioni superficiali. E’ anche possibile una valutazione delle formazioni erniarie con attendibilità nettamente superiore all’indagine clinica.
Ecografie dei Tendini e Muscoli.
Indicate nei casi di Tendiniti, Tenosinoviti, Tendinosi (malattie degenerative dei tendini, frequenti sul tendine d’Achille); Strappi o disinserzioni muscolari.
Studio Radiografico delle articolazioni.
In particolare della Spalla in Previsione di Interventi Chirurgici. Può dimostrare, in modo obbiettivo e confrontabile, sede ed ampiezza dei depositi calcifici nelle periartriti, valutare i rapporti tra i capi articolari della spalla nonché l’ampiezza dello spazio subacromiale. Tale ultimo reperto è in rapporto con eventuali danni a carico della cuffia dei rotatori. Lo studio Radiografico costituisce in ogni caso, il primo approccio diagnostico a tutte le articolazioni. La radiografia dimostra le parti ossee mentre quelle non ossee risultano trasparenti e pertanto non direttamente visibili.
Esami Contrastografici delle articolazioni:
Le Artrografie, ormai abbandonate in favore di Artro-Tc e soprattutto Artro-Rmn.
alcune articolazioni la contrastografia articolare consente valutazioni più accurate rispetto all’esame di base. Essa è più spesso usata per lo studio della spalla (Artro-Tc ed Artro-Rm) e del ginocchio (solo Artro-Rm). Meno frequentemente nelle altre articolazioni.
Nella spalla, in caso di reperto ecografico dubbio, consente una verifica delle condizioni della/e lesioni di cuffia.
In tutte le patologie da instabilità articolare, è possibile evidenziare un eventuale danno legamentoso, e la presenza di una frattura del cercine fibro-cartilagineo glenoideo. Particolarmente utile quando tale frattura si estende ad interessare il bordo glenoideo superiore, con o senza coinvolgimento dell’inserzione del tendine bicipitale (S.L.A.P. Lesion).
Essa inoltre può confermare, sempre nei casi dubbi, una ipotesi clinica diagnostica di “Capsulite Adesiva” caratterizzata da un reperto di marcata riduzione di ampiezza del cavo articolare.

Figura 1: Esame Artro-Tc della spalla destra.
Ricostruzione MPR sul piano coronale. Rottura a tutto spessore della cuffia dei rotatori in
corrispondenza della zona pre-inserzionale del
sopraspinoso. Ben evidenti l’ampiezza della
lesione ed i margini dei monconi muscolotendinei.
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